
Il film del regista canadese, che segue una colonia di gabbiani nidificanti accanto alla più grande discarica del Canada, tentando di sopravvivere a un ecosistema sempre più inospitale. Il Premio al Miglior cortometraggio a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini, co-produzione italo-cubana: viaggio nella Cuba del blackout e della crisi, dove l’umanità resiste, nonostante tutto.
Mentre ci troviamo sull’orlo di una sesta estinzione causata dall’attività umana, innumerevoli specie animali si stanno adattando rapidamente: tra queste decine di migliaia di gabbiani che ogni primavera migrano verso una piccola isola nel fiume San Lorenzo, vicino a Montréal, per nidificare accanto alla più grande discarica del Canada, una fonte di nutrimento essenziale per i loro piccoli, tra minacce che arrivano sia dalla terra che dal cielo. Questa la trama di The inheritors di Serge-Olivier Rondeau (Canada, 2025, 69’), vincitore della 13ma edizione di Mente Locale – Visioni sul territorio, il primo festival di cinema dedicato al racconto dei territori, delle culture, delle comunità, conclusosi domenica 1° novembre a Valsamoggia (Bo) dopo aver toccato le province di Modena e Bologna con una programmazione all’interno di sale indipendenti e periferiche, per costruire comunità nei territori ai margini rispetto ai grandi eventi festivalieri.
“Per lo sguardo lucido e profondamente personale con cui l’autore osserva e restituisce un nuovo ecosistema, generato dalla civiltà umana e fattosi sempre più aggressivo. Un paesaggio di scarti e sopravvivenze, in cui gli esseri viventi si adattano alle condizioni imposte dall’uomo, dando vita a un equilibrio precario e mutevole, sorprendente e inquietante, in cui è l’uomo ora a lottare contro l’ambiente che ha generato. Attraverso un linguaggio cinematografico rigoroso e riconoscibile, l’autore restituisce a questo mondo una forza estetica spietata e cinica, che trova nella tensione tra attrazione e repulsione la sua qualità più perturbante” le motivazioni della Giuria composta da Marta Rocchi, Ricercatrice DAR Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, dal regista Ivan Gergolet e da Andrea Vogt, fondatrice e CEO della società Millstream Films & Media, che hanno assegnato il Premio Mente Locale – Visione Globale da 2mila euro al regista.
Il Premio Mente Locale – Visione Globale short da 1.000 euro per il miglior corto va a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini, co-produzione italo-cubana (Italia-Cuba, 2025, 20’), viaggio nella Cuba del blackout e della crisi che si muove in uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione. “Nello sguardo del cineasta, la notte dei blackout non è mai veramente buia. Nel venir meno della luce artificiale, emerge quella dell’umanità, che continua a pulsare attraverso i gesti, le voci, i desideri e le piccole ostinazioni della vita quotidiana. La macchina da presa, con una maturità stilistica sorprendente, costruisce quadro dopo quadro una trama visiva di grande sensibilità, capace di attraversare l’oscurità per raggiungere la luce intima e profonda di ogni essere umano. Un film che, nel buio, trova la sua forma più luminosa e compiuta”. Il film vince anche il Premio Sayonara Film per la distribuzione.
Menzione Speciale Mente Locale – Visione Globale Short a The Keep di Federico Conti (Italia 2024, 17’08’’), storia di Sally Barnes, ultima persona in Irlanda ad affumicare esclusivamente pesce selvaggio: “Raccontando la resistenza di un protagonista singolare contro il crollo di un mestiere in via di estinzione, il film, splendidamente girato, trascende una lotta localizzata in Irlanda per offrire un’elegia di risonanza universale sul nostro rapporto con il mondo naturale e sulla necessità di preservare la memoria culturale vitale e le tradizioni a rischio”.
Il Premio Mente Locale – Visioni d’archivio del valore di 500 euro al miglior utilizzo del materiale d’archivio va a WEN-JIN di Roy Tsai, Canada-Hong-Kong (46’34’’, 2025), documentario che ripercorre la rinascita digitale di un film del 1946, girato a Singapore e a lungo considerato perduto, del nonno del regista, “per la sua eccezionale maestria nel trasformare un documento storico personale in un film di grande impatto e di pubblica utilità, che preserva per i posteri un film altrimenti perduto. Diretto, girato e montato magistralmente, il film trasforma una scoperta insolita e inaspettata in una profonda esplorazione della memoria familiare. Il film colma il divario generazionale con umorismo e si pone come una potente testimonianza del radicale atto di conservazione” le parole con cui la Giuria conferisce il Premio.
Premio di 1.000 euro del Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano, partner del Festival, a Sonmat. A Ranan Story di Emanuele Segre (Italia, 2026, 10’), che racconta il rito coreano del kimjang celebrato da una famiglia in una valle alpina italiana: “genitori e figlia ritrovano insieme elementi comuni nel preparare il Kimchi. Una tradizione che si ripete. Il cibo è sì un nutriente ma anche un ponte, un custode del passato per le nuove generazioni. Un lavoro collettivo che ha un importante valore di tradizione ma anche sociale. Questo “rito” per Parmigiano Reggiano si ripete ogni giorno”.
Premio Suono e Territorio del valore di 500 euro all’opera con il miglior suono a The First Sound di Andrea Mura (Italia, 2026, 19’), che segue la quotidianità di un musicista che convive con una malattia degenerativa trasformando il suo dolore in suono attraverso il legno e il ferro, “per la capacità di fare dell’ascolto il punto d’incontro tra esperienza personale e ambiente naturale. I suoni del paesaggio, il lavoro sui materiali e la creazione musicale compongono un racconto in cui il territorio prende forma anche attraverso l’udito. Il suono rende percepibile il rapporto tra il corpo, i suoi limiti e la libertà del gesto creativo coinvolgendo lo spettatore nella ricerca del protagonista”.
Premio del Pubblico a DOM di Massimiliano Battistella (Bosnia Herzegovina, 2025, 80’48’’), che segue il ritorno di Mirela, arrivata in Italia all’età di 10 anni su un convoglio umanitario allo scoppio della guerra nella ex Jugoslavia dopo essere stata evacuata dall’orfanotrofio in cui viveva. Il suo viaggio da Rimini a Sarajevo si trasforma in una ricerca della madre, e di se stessa, che la conduce al villaggio dove è nata, nella Republika Srpska, per recuperare il suo certificato di nascita.
La Menzione Speciale “Pignoletto La Fondazza” assegnata dall’organizzazione del Festival va a A tu lado di Cristiano Regina (Italia-Spagna-Cuba, 2025, 80’), che racconta la quotidianità di una palestra di boxe all’Avana, gestita da un bolognese in memoria del socio campione olimpico: “per la capacità di restituire la complessità della Cuba contemporanea attraverso la vita quotidiana di una palestra di boxe popolare. Intrecciando le storie dei giovani atleti e dei loro allenatori, il film esplora le tensioni tra aspirazioni personali e condizioni sociali, facendo emergere la forza dei legami che sostengono una comunità. Uno sguardo attento alle persone che, attraverso la concretezza di una storia locale, ci invita a riflettere sul diritto di scegliere, sulle possibilità di riscatto e sul valore del restare accanto agli altri” la motivazione.
Menzione Speciale DAR – Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna a Hair, paper, water di Nicolas Graux e Minh Quý Trương (Belgio-Francia, 2025, 71’), “un’opera capace di attraversare il tempo e far dialogare generazioni distanti nei modi di abitare e percepire il mondo esterno e i territori che abitano. L’arrivo a Saigon dell’anziana protagonista è il punto di partenza per raccontare queste due dimensioni: sovraffollata, frenetica e soffocante quella del centro urbano; ampia, vitale e prospera quella del Vietnam rurale”. Menzione Speciale del Touring Club Italia, infine, a What remains when the sea moves di Gaetano Crivaro(Italia, 2026, 66’), girato sulla costa sarda rimodellata dal maestrale alla fine della stagione turistica, per la “rappresentazione inquietante e spietata della fabbrica delle vacanze italiane di ieri e di oggi. Lo sguardo del regista è uno sguardo critico che, senza dare giudizi né assoluzioni non rinuncia a denunciare gli effetti devastanti sul consumo di suolo, la natura, le dune, le piante, e gli organismi viventi che cercano di sopravvivere al passaggio delle orde estive”.
Tutti i film premiati sul sito ufficiale del festival www.festivalmentelocale.it
