L’Associazione culturale Carta Bianca, realtà radicata nel bolognese ma profondamente connessa a radici sarde, prosegue il suo impegno di educazione all’audiovisivo nelle scuole dell’isola, per rendere il cinema un ponte culturale, che permetta ai ragazzi di guardare alla Sardegna non solo come custode di un passato glorioso, ma come laboratorio di partecipazione attiva. Con l’inizio del 2026, l’associazione consolida la sua presenza sul territorio attraverso due percorsi didattici distinti ma complementari, entrambi finanziati dal Piano nazionale Cinema e immagini per la scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Due progetti, un unico obiettivo: promuovere il cinema nelle scuole per formare le nuove generazioni su questo mezzo così potente, attraverso il quale riscoprire e raccontare i luoghi in cui vivono, la loro storia e cultura, ma anche la vita e le dinamiche del presente, dando l’occasione ai più giovani di conoscere le persone che custodiscono le tradizioni su cui si basa l’identità della propria terra e al contempo di capire l’importanza dell’impegno alla vita della comunità e il valore dell’inclusione; si costruisce così, attraverso la settima arte, un dialogo tra generazioni e tra culture diverse.
Alla riscoperta dell’artigianato artistico con Tra le mani dell’isola
Un percorso didattico che si snoda tra banchi di scuola e botteghe artigiane per alfabetizzare gli studenti al linguaggio cinematografico e realizzare un corto incentrato su tradizione e innovazione. Queste le direttrici del progetto che vede coinvolti gli istituti di Sorgono, Samugheo, Busachi e Ardauli.

Ha preso il via a febbraio 2026 Tra le mani dell’isola: artigianato artistico sardo tra tradizione e innovazione. L’iniziativa, che ha vinto il bando nazionale CinemaScuola Lab per scuole secondarie di I e II grado, vede come capofila l’Istituto di istruzione superiore F.lli Costa Azara di Sorgono, in rete con l’Istituto comprensivo di Samugheo.
Al centro del percorso, oltre all’educazione alla visione cinematografica e alle tecniche e linguaggi del documentario, c’è la scoperta dell’artigianato artistico, inteso come pilastro dell’identità sarda. Il progetto mira a documentare il passaggio di saperi dai maestri artigiani alle nuove generazioni, esplorando come la tradizione possa dialogare con il futuro. L’iniziativa non coinvolge solo le scuole, ma è il frutto di una sinergia tra attori istituzionali e culturali di alto profilo. Partner del progetto sono infatti il Centro servizi culturali di Cagliari della Società Umanitaria, l’Università di Cagliari, il Comune di Sorgono, le associazioni Boghes, Napas e Mandra Olisai, Museo Murats e Festival Mente Locale Young – Le scuole Italine raccontano il territorio.

Gli studenti hanno partecipato ad incontri con esperti e alla produzione di un documentario sulla tradizione artigianale di Sorgono. In alcuni incontri preliminari sono state illustrare le attività previste dal progetto, dare nozioni di formazione audiovisiva, con la partecipazione dell’esperto di storia del cinema e linguaggio cinematografico Prof. Diego Calvallotti dell’Università di Cagliari e degli esperti dell’Associazione Carta Bianca, e formare tecnicamente gli studenti con l’utilizzo delle attrezzature. Le riprese sono ufficialmente iniziate il 7 marzo e hanno visto protagonisti attivi gli studenti: dai ragazzi del Liceo Scientifico di Sorgono agli alunni delle scuole medie di Samugheo, Busachi e Ardauli. Divisi tra ruoli tecnici e creativi, i giovani hanno esplorato luoghi di cultura, botteghe, laboratori, attività storiche del territorio, entrando in contatto diretto con la materia – lana, cuoio, legno – con usanze e lavorazioni antiche e con la storia dell’isola, incontrando chi, con le mani e non solo, modella l’identità del popolo sardo. Il tutto attraverso l’obiettivo della telecamera, per rappresentare al meglio lo sguardo delle nuove generazioni.
Imparamus umpare: il cinema per raccontare l’integrazione

Il progetto, avviato il 19 gennaio 2026 e coordinato da Carta Bianca e dall’Istituto Statale di Ozieri, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Buddusò, ha coinvolto studenti della primaria con l’obiettivo di stimolare creatività e senso critico attraverso il linguaggio cinematografico sui temi dell’inclusione sociale. Similmente al progetto sull’artigianato, il percorso si è articolato in tre fasi chiave, a partire dalla formazione in aula con Marilisa Murgia: con l’introduzione al linguaggio audiovisivo e alla storia del cinema attraverso la visione guidata di film, si rendono gli alunni consapevoli sulle possibilità del cinema e sui processi che portano alla creazione di un’opera.

Il passo successivo sono la formazione tecnica e i laboratori sul campo con l’utilizzo delle attrezzature e la preparazione al set, per rendere gli studenti pronti alle riprese del documentario finale che hanno preso il via lo scorso 10 aprile. Gli studenti si sono trasformate in troupe cinematografiche, visitando luoghi ed enti partner nel territorio di Ozieri e Buddusò per documentare storie di inclusione e quotidiana convivenza. Prenderà così forma un cortometraggio, ideato, interpretato e prodotto dagli studenti, incentrato su storie che riguardano i temi al centro del progetto.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Boghes e Ispantu Produzioni con il patrocinio del Comune di Ozieri. Partecipano come partner: Associazione Betania di Ozieri, Memò Atelier educativo Ozieri, Ristorante La Madonnina di Buddusò.
Entrambi i progetti saranno presentati a giugno alle scuole e verranno organizzate proiezioni in collaborazione con festival mente Locale Young – Le scuole italiane raccontano il territorio.
Una metodologia consolidata
L’approccio di Carta Bianca punta a trasformare l’aula in un set e il territorio in narrazione. Che si tratti di riscoprire il valore dell’artigianato (come nel progetto dell’area di Sorgono) o di esplorare il valore dell’inclusione a Ozieri e Buddusò, il cinema funge da catalizzatore.
L’obiettivo è duplice: da un lato, fornire ai ragazzi gli strumenti critici per comprendere i media contemporanei; dall’altro, stimolare un senso di appartenenza verso il patrimonio culturale e le tradizioni locali, creando un legame con i luoghi e la loro storia.
Nel 2023 e nel 2025 l’associazione ha realizzato due importanti progetti con le scuole in Sardegna, sempre finanziate dal bando Cinema e Immagini per la Scuola, che hanno esplorato gli antichi pilastri dell’identità sarda e il passaggio di saperi alle nuove generazioni, esplorando come la tradizione possa dialogare con il futuro: No semus a pe e A bentulare siat. In tutte queste iniziative di Carta Bianca, i corti realizzati offrono alle comunità locali -e non solo- l’occasione di vedere il territorio sotto una nuova luce e attraverso gli occhi dei propri ragazzi.
Notizia dedicata al progetto No semus a pe
Notizia dedicata al progetto A bentulare siat
